L’ERBARIO RITROVATO

Il Vivaio dispone di un prezioso erbario, frutto del lavoro ai tempi dell’invasione fillosserica, che conserva perfettamente soggetti di Vitis vinifera e ibridi, quest’ultimi ottenuti dagli incroci nei vigneti sperimentali. Nell’ambito del più generale recupero della memoria è apparso prioritario il restauro dell’erbario. In una prima fase, si è proceduto all’identificazione, tramite elaborazione di un foglio elettronico e alla creazione di un corredo fotografico. La collezione di 110 tavole riunisce i migliori portinnesti selezionati da Paulsen e Ruggeri allo scopo di debellare la fillossera, afide che il 2 marzo 1880 venne scoperto anche in Sicilia, dopo avere attaccato i vigneti nel resto d’Italia e di Europa.Al momento dell’esame gli exiccata tavola erano conservate in un raccoglitore in cartone telato, chiuso, ai lati, da 10 lacci in tela. Lo stato di conservazione dei reperti era abbastanza buono, essendo per la maggior parte ancora attaccati al cartone di fondo, con strisce di carta, adesa con colla di farina. Alcuni in qualche caso erano spezzati e distaccati dal supporto. Questi ultimi di dimensione cm 50 x 65 cm si presentavano in discreto stato di conservazione e nella parte inferiore le etichette cartacee con il nominativo del vitigno erano ancora al loro posto. Per il recupero delle tavole dell’erbario, in vista di consentirne la fruizione e una idonea conservazione, si è provveduto a una accurata spolveratura, alla sgommatura dei cartoni e alla pulitura a tampone, in soluzione idroalcolica, per rimuoverne le macchie di umidità. Tutte le tavole sono state collocate in due cassettiere in legno di faggio, appositamente realizzate, due per ogni cassetto. I cassetti di altezza di 3 cm, 30 per ciascuna cassettiera, non sono stati verniciati, ma lasciati a legno naturale, permettendo cosi una ottima coibentazione termica e un’adeguata protezione dalle polveri e dagli agenti inquinanti. La cassettiera, rialzata da terra per permettere una maggiore ventilazione è dotata di apposito sistema di chiusura. Attualmente è corso la fase di restauro di altre 518 tavole rinvenute nei locali del Vivaio. È stato definito un apposito disciplinare tecnico che la ditta affidataria dell’incarico dovrà seguire per conformare il recupero dei reperti al lavoro eseguito in precedenza. Anche in questo caso le tavole sono state fotografate e inventariate in un foglio elettronico.