LA BIBLIOTECA PAULSEN

Un ricco patrimonio bibliografico di inestimabile valore scientifico e storico è stato raccolto negli oltre centotrenta anni di attività nella Biblioteca del Vivaio Paulsen. Nelle numerose vetrine in stile liberty sono conservate preziose opere di autori francesi e italiani, frutto della grande collaborazione internazionale instauratasi tra i Paesi europei al tempo della lotta contro la fillossera, attestata dalla documentazione archivistica di corrispondenza, preziosamente conservata, e dalle note predisposte dal Ministero.
Esiste, inoltre, una vasta gamma di riviste sia italiane sia internazionali e un archivio storico, contenente diversi appunti dei grandi studiosi che diressero il Vivaio. Ne sono un esempio le monografie delle uve da vino e da tavola rappresentanti l’opera ampelografica del Paulsen che si inseriscono nella migliore tradizione della Scuola Ampelografica italiana: i suoi manoscritti sono capaci di fornire ancora oggi input sul fronte delle ricerca. Nell’archivio sono presenti anche gli studi effettuati da Vivona sull’uva da tavola e quelli prodotti da Pastena sulla viticoltura siciliana, questi ultimi ancora oggi ritenuti tra gli scritti più rappresentativi, e per certi aspetti gli unici, sulla viticoltura siciliana.

IL PROGETTO DI RECUPERO E VALORIZZAZIONE

Per recuperare e valorizzare il fondo librario del Vivaio Paulsen è in corso un progetto INSERISCI DI CHI: DELLA REGIONE SICILIA??? finalizzato a rendere fruibile il patrimonio anche attraverso un catalogo elettronico consultabile via internet. L’attività di studio si è concentrata inizialmente sulla conoscenza del patrimonio posseduto.
Il fondo è costituito prevalentemente da documenti rari e di pregio che, pur non rientrando nella definizione di testi antichi (anteriori al 1830), dà vita ad un corpus unico in Italia. I libri sono quasi tutti dedicati alle scienze agrarie. La maggior parte dei documenti tratta lo studio della vite essendo stati acquisiti come supporto all’azione condotta dall’ex Regio Vivaio di Viti americane di Palermo contro la diffusione della fillossera in Sicilia. I documenti appaiono come il meglio della produzione scientifica di settore prodotta in Italia e in Francia nel cinquantennio che intercorre tra l’ultimo ventennio del 1800 e i primi trent’anni del 1900. I testi, a firma delle più rinomate intelligenze dell’epoca, sono stati editati da prestigiose case editrici italiane (Ottavi, Battiato) e d’Oltralpe (Masson, Coulet) specializzate nella produzione di testi di agraria. L’analisi dei documenti rivela una ricerca bibliografica attenta e approfondita da parte del prof. Federico Paulsen in diretto contatto con gli autori delle monografie, alcune delle quali presentano cordiali dediche autografe che mostrano come il Vivaio fosse pienamente inserito e riconosciuto dalla comunità scientifica nazionale e internazionale.

La prima fase del progetto è stata finalizzata alla verifica della consistenza delle collezioni tramite l’inventario cartaceo e quello elettronico presente sul p.c. in dotazione alla biblioteca. La Biblioteca riunisce circa tremila volumi collocati all’interno delle vetrine lignee in un locale di via A. Lo Bianco, 1 presso ???? la sede del Vivaio Paulsen di Palermo??.
In passato i libri sono stati inventariati attraverso un registro cartaceo e un data base che consentono il facile ed efficace riscontro inventariale, ma che non assicurano il recupero dei testi sulla base di criteri scientifici.
L’inventario cartaceo, che conta 5.111 documenti di proprietà del Vivaio, è iniziato nel 1965 quando è avvenuta la presa in carico del patrimonio librario, mentre la data dell’ultima registrazione è al 31/12/2004. L’inventario elettronico è stato realizzato nel 1997 con l’ausilio di un database in cui i documenti sono stati registrati suddividendoli in tre categorie. Dall’esame del software emerge che i libri sono stati ordinati in modo tale da consentire diverse chiavi di ricerca (autore, titolo, sezione, numero cronologico). La prima comprende la sezione di volumi in carico al Vivaio per un totale di 1.181 libri. I libri si trovano depositati all’interno di 4 vetrine ordinati secondo il numero cronologico d’inventario accompagnato dalla lettera “V”.
La seconda sezione riunisce in cinque vetrine 1.092 libri ordinato negli scaffali secondo l’ordine cronologico dell’inventario accompagnati dalla lettera “L”. Diversa è, invece, la situazione delle rimanenti vetrine. Qui sono depositati libri fuori inventario che secondo l’archivio elettronico comprende 2.898 documenti.
La seconda fase del progetto ha puntato sulla conservazione da ritenersi prioritaria per documenti che hanno più di un secolo di vita e che possono essere soggetti ad attacchi da parte di agenti patogeni. Per questa ragione si è avviata un’indagine sui locali per assicurare buone condizioni di conservazione.
I libri esaminati in genere appaiono in buono stato di conservazione. In alcuni casi le pagine mostrano tracce di foxing e danni di natura meccanica alla brossura per i quali si sono suggeriti interventi di restauro. Non è stata rilevata la presenze di insetti carticoli. Purtroppo, va segnalato che in anni passati la coperta di tutti i libri è stata rovinata dall’applicazione di strisce di plastica utilizzate per segnalare la collocazione. Per il momento si è deciso di non rimuovere queste targhette incollate con un forte adesivo per evitare ulteriori danni alla brossura. Successivamente si è provveduto a rimuovere gli strati di polvere dai libri. Tutte le operazioni sono avvenute manualmente, tramite spazzolatura con pennello di cinghiale. In seguito la polvere è stata rimossa meccanicamente dagli scaffali. Per consentire una migliore fruizione del patrimonio librario si è resa necessaria la realizzazione di un catalogo elettronico che consentisse la catalogazione secondo standard e idoneo per la successiva messe in rete.
Il software che garantisce elasticità e la presenza dei requisiti suddetti è il programma Bibliowin 4.0. Il programma è stato utilizzato per l’inserimento di 2.404 record relativi al fondo posseduto dal Vivaio sin dalle origini e di quello confluito dal Laboratorio di chimica agraria di Palermo. Per ogni documento esaminato è stata formulata una voce, utilizzando il Soggettario della Biblioteca nazionale di Firenze. In alcuni casi, si è ritenuto opportuno creare voci di soggetto locale che permettano una maggiore precisione nella ricerca dell’argomento trattato. Ad esempio al posto del generico soggetto “Uva” si è scelta la voce “Zibibbo”. In particolare si specifica che l’adozione della Classificazione decimale Dewey, che consente l’ordinamento e la ricerca facilitata di documenti, non comporterà lo spostamento dei libri all’interno delle vetrine e favorirà in futuro l’interscambio con altre biblioteche.
Fra le altre chiavi di ricerca è stata formulata la voce “Collezione Paulsen” sotto la quale è possibile trovare il primo nucleo della collezione libraria e i documenti verosimilmente appartenuti allo scienziato e che si ritiene siano stati utili al suo lavoro di ricerca. La scelta di fare rientrare determinate opere è avvenuta confrontando il primo inventario della biblioteca, rinvenuto tra altri registri e carte di archivio, sulla base dell’argomento trattato (viticoltura) e delle dediche e delle firme autografe del primo direttore.
Tutti documenti sono stati catalogati utilizzando gli standard nazionali RICA e ISBD.
In seguito, si è provveduto costantemente alla manutenzione del catalogo che ha bisogno di aggiornare le autority list contaminate da voci acquisite dal software tramite la catalogazione derivata. Relativamente alla pubblicazione on line del catalogo, si procederà al raggiungimento dell’obiettivo non appena l’amministrazione completerà l’accertamento patrimoniale dei beni posseduti. Il catalogo, è, comunque, pronto per essere visibile sul web, obiettivo per il quale occorre
un’idonea strumentazione hardware che consenta la consultazione 24 ore al giorno e un software dedicato. Nel frattempo, è stato attivato anche il servizio di document delivery (richiesta di documenti a distanza) volto a reperire articoli e documenti presenti presso altre strutture bibliotecarie e il prestito bibliotecario solo in entrata. La fruizione della biblioteca è stata assicurata solo attraverso la consultazione in sede dei documenti, ritenendosi prioritario assicurare la conservazione dei libri. Fra i documenti di grande valore per la storia del Vivaio c’è l’archivio cartaceo diventato oggetto di studio. In particolare l’analisi dei registri copialettere si è rivelata fonte importante soprattutto per il periodo della direzione di Paulsen.